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uno spazio per ricordare e costruire, partendo dalla memoria, le basi per ciò che verrà
Il Consiglio d'Europa preoccupato per la tendenza al razzismo e alla xenofobia in Italia
post pubblicato in prima pagina, il 16 aprile 2009


“Nonostante siano stati compiuti degli sforzi, permangono preoccupazioni per quanto riguarda la situazione dei rom, le politiche e le pratiche in materia di immigrazione e il mancato rispetto dei provvedimenti provvisori vincolanti richiesti dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo”.

Così  il commissario del Consiglio d'Europa per  i diritti umani Thomas Hammarberg, che ha presentato oggi un rapporto sull’Italia preparato dopo una visita dello scorso gennaio. Il consiglio d’Europa è  un organismo internazionale che non fa parte dell’Ue, riunisce 47 Paesi membri e ha il compito di favorire la creazione di uno spazio democratico e giuridico comune in Europa, nel rispetto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e di altri testi relativi alla tutela dell'individuo.

Secondo Hammarberg, “le autorità dovrebbero condannare più fermamente ogni manifestazione di razzismo o di intolleranza e garantire l’effettiva applicazione della legislazione anti-discriminazione”. Si dovrebbe inoltre aumentare il numero di rappresentanti dei gruppi etnici in seno alle forze di polizia e istituire un organismo nazionale indipendente  per rafforzare la tutela dei diritti umani.

Il commissario si concentra sulla situazione dei rom. “Permane nei loro confronti un clima di intolleranza e le loro condizioni di vita sono tuttora inaccettabili in un certo numero di campi da me visitati. Le buone prassi a livello locale esistono nel paese e dovrebbero essere estese”. Riguardo al censimento nei campi nomadi, si dichiara preoccupato per la sua “compatibilità con le norme europee che disciplinano la raccolta e il trattamento di dati a carattere personale”.

Servirebbero, secondo il consiglio d’Europa, dei meccanismi di consultazione con i rom e i sinti, andrebbero evitate le espulsioni che non offrono sistemazioni alternative e si dovrebbe investire nell’educazione dei bambini. Hammarberg spera che “il nuovo piano d’azione relativo alle misure di protezione sociale e di integrazione sarà messo in opera quanto prima e che le autorità manterranno al più presto la promessa di ratificare senza riserve la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla nazionalità, che tutelerà in particolare gli interessi dei bambini rom di fatto apolidi”.

Il Commissario ribadisce le proprie critiche sul disegno di legge sulla sicurezza, che rischia di avere effetti negativi sui diritti degli immigrati. “La criminalizzazione degli immigrati è una misura sproporzionata, che potrebbe avere l’effetto di acuire le tendenze discriminatorie e xenofobe che già si manifestano nel paese. Inoltre, la recente disposizione adottata dal Senato, che consente al personale medico di segnalare alla polizia gli immigrati irregolari chesi rivolgono al sistema sanitario è profondamente ingiusta e potrebbe portare a una loro maggiore emarginazione”.

Preoccupazione anche per un certo numero di ritorni forzati in Tunisia imposti per motivi di sicurezza a persone che corrono tuttavia gravi rischi di essere torturate nel loro paese. “Gli Stati hanno evidentemente il dovere di proteggere le società dal terrorismo, ma non devono, per questo, violare le norme in materia di diritti umani, quali il divieto assoluto della tortura o dei trattamenti disumani. L’Italia non ha provveduto ad applicare le misure provvisorie vincolanti richieste dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo per porre fine alle espulsioni, compromettendo in tal modo gravemente l’efficacia del sistema europeo di protezione dei diritti umani”.

Il Commissario ha infine espresso soddisfazione per le misure positive prese dalle autorità italiane, e in particolare per l’adozione di programmi di educazione interculturale, per la decisione di ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani e per lo sviluppo di un programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati.




permalink | inviato da elzapoppin il 16/4/2009 alle 16:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Quattro impegni da rispettare, per onorare la memoria dei morti e acquistare la stima dei vivi
post pubblicato in prima pagina, il 12 aprile 2009


Oggi è Pasqua, ed è una Pasqua particolare per tutti noi italiani, coinvolti tutti, vuoi per storia personale, vuoi per compartecipazione indiretta, in questa immane tragedia del terremoto che ha colpito l'Abruzzo...è una Pasqua particolare, una Pasqua di dolore per le vittime del terrremoto e di speranza per il futuro...


Noi del Blog Il presente e la memoria abbiamo scelto di non parlare del terremoto in questi giorni...di parole se ne sono dette tante, troppe...ma oggi, a conclusione delle ricerche tra le macerie, è necessario parlare di quelli che saranno i nostri impegni per il futuro, i nosti impegni come italiani, come cittadini, come politici, come governanti, come imprenditori.

Ma quali, nello specifico, questi impegni? Ce ne dà un'idea
Gian Antonio Stella su Il Corriere della Sera di oggi, Domenica di Pasqua 2009:

  • massima trasparenza nella distribuzione dei fondi e un' assegnazione dei soldi che rispetti le reali ed oggettive perdite subite
  • massima semplicità burocratica affinchè i terremotati, che hanno già perso tutto, non perdano anche le staffe nel districarsi tra i meandri dei testi di legge, incomprensibili ai più
  • ascoltare le popolazioni colpite, tenere presente il loro senso di appartenenza, le loro tradizioni, il loro essere tutt'uno con il territorio cui appartengono, e, in base a tutto ciò, immaginare e realizzare la ricostruzione
  • e, ultimo in ordine di citazione, ma non ultimo per importanza, tenere sempre dinanzi agli occhi questo sisma con tutta la sua onda di distruzione e drammaticità, e non tagliare i fondi destinati ai Vigili del Fuoco, non lasciare marcire nei tribunali le inchieste sui palazzi costruiti con la sabbia, non rinviare a babbo morto l'approvazione di norme e pene relative alla costruzione edilizia secondo gli opportuni criteri di sicurezza.

Questo è il rispetto dei morti, scrive Gian Antonio Stella: ricordarsene domani...

Questo è l'impegno nostro di uomini e donne, di cittadini e di militanti, non dimenticare, ma soprattutto non agire più come si è agito in passato e non assecondare mai più i comportamenti e le azioni di quegli uomini e donne che, agendo in maniera dissennata, hanno contribuito a distruggere la vita di tanti.




permalink | inviato da elzapoppin il 12/4/2009 alle 9:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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